Grado, isola del sole

Il toponimo deriva dal basso latino gradus cioè “porto”.

Questo era al servizio di Aquileia ed era posto sulla linea di costa, perché all’epoca non si era ancora formata la laguna. In origine probabilmente era una duna sabbiosa più rilevante, su cui si cominciò ad avere una qualche attività in epoca romana ed in seguito vi era stato costruito un Castrum. Con il trattato di Campoformido del 1797, Grado passò come tutto il Friuli agli Austriaci, salvo per i periodi di dominio francese del regno italico, durante il quale, nel 1810, fu anche saccheggiata dagli Inglesi.

Con la restaurazione ritornò tra i possessi Austriaci che vi rimasero sino alla Prima Guerra Mondiale. Gli Austriaci portarono una vita nuova nell’isola con l’apertura dell’Ospizio marino nel 1872 e di uno stabilimento balneare nel 1890. I Gradesi, che per la maggior parte erano dediti alla pesca, iniziarono così una nuova attività, quella del turismo balneare. Giunsero albergatori degli stati austriaci che con esperienza e capitali costruirono alberghi e pensioni per il sempre maggior numero di turisti che soggiornavano. Grado divenne così una tra le più eleganti spiagge d’Italia.

Non tutti sanno che

Le “ Ville Bianchi” furono costruite infatti da un nobile di Innsbruck dell’alta borghesia del periodo Austro Ungarico e durante il periodo delle Guerre Mondiali divennero un unico complesso che mantiene ancora oggi la sua struttura esaltando le forme della ricchezza della piccola cittadina di Grado.