Se Milano Marittima ha un cuore, questo è senza dubbio uno dei suoi simboli più amati, la rotonda Primo Maggio. Un simbolo per tutti i turisti che prendono d’assalto la Riviera Romagnola e che sarà una meta fissa per i nostri clienti dell’Apollo Beach Hotel, uno dei cinque alberghi dell’SG Hotel Group.

Conosciuta in dialetto come la piazza dal Zencv Culòni (dalle cinque colonne), la Rotonda Primo Maggio è oggi uno dei simboli più riconoscibili di Milano Marittima. Inconfondibile con la sua fontana dai getti illuminati di notte, le cinque eleganti colonne e le coloratissime aiuole che ogni anno si trasformano durante Cervia Città Giardino, la Rotonda è da sempre la protagonista delle passeggiate serali e pomeridiane e il luogo da cui si diramano le vie del centro più alla moda.

C’è chi pensa che le sue origini coincidano con la fondazione della città avvenuta nel 1912, ma in realtà la Rotonda fu realizzata alcuni anni più tardi, forse a causa di un ritardo dovuto alla grande guerra che costrinse a ridimensionare di molto il progetto. All’interno della pineta, nella zona che Giuseppe Palanti aveva denominato nel suo Piano Regolatore come “l’alto delle dune”, inizialmente sarebbe dovuto sorgere il Piazzale Milano Marittima, uno dei due ampi spazi rotondi presenti nel progetto originale. Al suo posto fu realizzato un pozzo artesiano alla fine degli anni ‘20, circondato da un cerchio di corda del diametro di 300 metri per delimitare l’area per la costruzione della Rotonda.

L’inaugurazione della fontana disegnata da Giancarlo Palanti (figlio di Giuseppe) ebbe luogo il 29 Luglio 1928. Inizialmente era conosciuta semplicemente come La Rotonda, fino al 1935 quando fu denominata Rotonda Antonio Beltramelli. Infine, nel 1946, le fu dato il nome odierno: Rotonda Primo Maggio. Nel corso degli anni la Rotonda ha subito diverse modifiche. Innanzitutto nel progetto originale al centro della fontana era presente un grande vaso, che fu rimosso in seguito ad un incidente stradale. Anche le colonne più basse con le catene sono un’aggiunta dei primi anni 2000 e non erano presenti nel progetto di Palanti. Infine tutte le cinque colonne che si possono vedere oggi sono delle fedeli riproduzioni, solo tre di queste esistono ancora e tutt’ora decorano la Rotonda Don Minzoni.