Storia e arte riconosciute dall’Unesco a pochi passi dagli hotel Mioni Royal San di Montegrotto e Magia del Brenta di Fiesso d’Artico, due dei sei alberghi dell’SG Hotel Group. Tutto il ciclo pittorico di Padova del Trecento è patrimonio Unesco: è arrivato il via libera ad entrare nella World Heritage List da Fuzhou in Cina dove si è svolta la 44ma sessione del Comitato del Patrimonio mondiale Unesco.

La Padova Urbs Picta comprende tutto il ciclo pittorico degli otto edifici e complessi monumentali nel centro storico della città, tra i quali la Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto, e gli affreschi del Palazzo della Ragione. E’ il secondo sito Unesco della città, che è già nella lista con l’Orto Botanico. La candidatura di “Padova Urbs picta”, con i cicli affrescati del XIV secolo, è stata l’unica presentata dall’Italia per il 2020. L’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale arriva quest’anno, dopo il rinvio della sessione del Comitato Unesco del 2020 a causa della pandemia da Covid-19. Vengono dunque proclamate nel corso di questa sessione sia le candidature del 2020 sia quelle del 2021, che per l’Italia vede in discussione la possibile proclamazione dei “Portici di Bologna”.

Questi i principali passaggi con cui l’Unesco motiva l’inserimento di Padova Urbs picta nella lista del Patrimonio Mondiale: «I cicli affrescati padovani illustrano l’importante scambio di idee che esisteva tra i protagonisti del mondo della scienza, della letteratura e delle arti visive nel clima preumanista di Padova all’inizio del XIV secolo. Gli artisti hanno mostrato grande abilità nel dare forma visiva a queste idee e le loro capacità tecniche hanno permesso ai cicli affrescati padovani non solo di diventare un modello per gli altri, ma anche di dimostrarsi notevolmente resistenti al passare del tempo. Il gruppo di artisti in cerca di innovazione, riuniti a Padova, favorì allo stesso tempo uno scambio di idee e un know-how che portò a un nuovo stile nell’affresco. Questo nuovo stile non solo influenzò Padova per tutto il XIV secolo, ma costituì la base ispiratrice per secoli di lavori di affresco nel Rinascimento italiano e oltre. Con questa vera e propria rinascita di una tecnica pittorica antica, Padova ha fornito un nuovo modo di vedere e rappresentare il mondo, annunciando l’avvento della prospettiva rinascimentale. Queste innovazioni segnano una nuova era nella storia dell’arte, producendo un irreversibile cambio di direzione».

Padova ha proposto l’iscrizione alla Lista del Patrimonio Mondiale Unesco un «sito seriale» che comprende tutti i preziosi e grandi cicli affrescati del Trecento conservati in otto edifici e complessi monumentali della città: la Cappella degli Scrovegni, la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo agli Eremitani, il Palazzo della Ragione, la Cappella della Reggia Carrarese, il Battistero della Cattedrale, la Basilica e il Convento di Sant’Antonio l’Oratorio di San Giorgio e l’Oratorio di San Michele. Ad affrescare le pareti di questi luoghi, nel corso del XIV secolo, alcuni dei più straordinari artisti dell’epoca: Giotto, che con gli affreschi della Cappella degli Scrovegni realizza il suo capolavoro assoluto, Guariento di Arpo, Giusto dè Menabuoi, Altichiero da Zevio, Jacopo Avanzi e Jacopo da Verona.