Acqua termale curativa, ma anche salvifica alle terme euganee. Forse non tutti sanno che le splendide terme di Abano e Montegrotto consentono non solo di curare il proprio corpo con i fanghi e i bagni in piscina termale, ma anche lo spirito. Per chi decide di soggiornare all’Hotel Mioni Royal San di Montegrotto, uno dei cinque alberghi dell’SG Hotel Group, acqua termale vuol dire non solo godere delle nostre splendide piscine, ma anche immergersi in un’atmosfera mistica. Come? Vistando il Santuario della Madonna della Salute di Abano.

Raggiungibile in bicicletta o con l’autobus, sarà per tutti un’esperienza unica e indimenticabile. La percezione di acque “sacre” e miracolose è così lontana dall’odierno sentire comune da rendere difficile la comprensione di come l’elemento liquido abbia guidato e trasformato vite, destini e comportamenti di tanti individui. Le calde acque curative che sgorgano nei pressi del Santuario di Monteortone ne sono un esempio, che il visitatore non frettoloso e superficiale può ancora cogliere. Le calde acque che sgorgano dalla terra dei Colli Euganei costituiscono da sempre non solo delle celebri sorgenti termali e curative, ma anche delle fonti miracolose e salutari, legate alla sacralità dell’elemento liquido e alla devozione popolare. Uno dei luoghi in cui rimane viva quest’importante dimensione spirituale e immateriale legata all’acqua è appunto il Santuario di Monteortone, presso Abano Terme.

L’origine del culto mariano in questo sito è fatta risalire al Quattrocento quando Pietro Falco, uomo d’armi di lungo corso, cercò riparo nei boschi dei crinali euganei per lenire le ferite alle gambe rimediate in battaglia. Raccoltosi in preghiera, il soldato di ventura ebbe una visione, in cui la Vergine Maria lo invitava a immergersi nella vicina fonte termale per trovare la guarigione: il prodigio si compì e la voce del miracolo si sparse rapidamente. Il protagonista della vicenda rinvenne anche una tavola dipinta raffigurante la Vergine con Gesù Bambino e fu così che un numero sempre maggiore di devoti iniziò a visitare questa fonte ritenuta miracolosa. Alla Vergine di Monteortone si attribuì anche la fine della pestilenza che in quel tempo colpì Padova.

Fecero seguito dapprima la realizzazione di un oratorio presso il luogo dell’apparizione e quindi la costruzione di un vero e proprio santuario. Congiuntamente alla chiesa fu eretto anche un convento, in cui i frati avrebbero custodito la fonte, l’immagine sacra e il ricordo del miracolo: grazie all’impegno di Fra’ Simone da Camerino, fu così fondata la Congregazione Agostiniana della Beata Vergine di Monteortone. Oggi la chiesa si presenta come un’imponente costruzione a tre navate con una facciata in cui spicca un grande portale barocco in pietra bianca; sul retro si trova l’alto ed elegante campanile in stile gotico. L’attiguo ex convento agostiniano presenta al suo interno un vasto chiostro con vera da pozzo originale del XVI secolo. La fonte di Pietro Falco, da cui sgorga l’acqua miracolosa, è inglobata in una grotta in muratura adiacente al Santuario e risulta, oggi come un tempo, accessibile a visitatori e pellegrini attraverso una piccola scala in pietra che conduce dove l’acqua zampilla, calda e benefica, immutabile eppure sempre diversa.